Festival delle Arti Contemporanee Verona

Breve presentazione

L'Accademia Kairòs di Verona e il NED Ensemble insieme per un grande progetto artistico:

Il  Festival delle arti contemporanee vuole essere un momento di incontro, di contaminazioni tra arte, musica, letteratura, ballo e poesia con lo scopo di creare una sinergia continuativa e di divenire un punto di riferimento e di promozione per gli artisti italiani e stranieri di livello internazionale.

L’incontro tra queste due associazioni farà sì che nuovi importanti progetti vengano avviati e attivati attraverso scelte coraggiose che spaziano dal barocco alle prime esecuzioni assolute, ospitando nomi prestigiosi del panorama internazionale.

Un  festival che premia un grande sforzo produttivo ed artistico della Kairòs e del NED Ensemble con lo scopo di coinvolgere lo spettatore per farlo partecipe nella costruzione spettacolare e performativa della nuova rassegna.

Direzione artistica: Paola Fornasari Patti  Direzione musicale: Andrea Mannucci

 

La prenotazione è obbligatoria (posti limitati)

Biglietti da acquistare in loco: ingresso intero - euro 20,00

 

Settima edizione 2026

 

 

Il Festival delle Arti Contemporanee, giunto alla sua VII edizione, si conferma come un importante e consolidato appuntamento artistico che propone, valorizza e supporta realtà contemporanee e programmi inediti.

Creato e voluto da Paola Fornasari Patti, Presidente della Kairòs, per riportare e portare al pubblico la musica del’900, il Festival si avvale per il terzo anno consecutivo della preziosa collaborazione della SIMC, Società Italiana Musica Contemporanea. La SIMC è una storica istituzione fondata nel 1923 da Alfredo Casella con l'obiettivo di rivitalizzare e dare riconoscimento internazionale alla musica contemporanea italiana. Lo scopo della SIMC nel corso degli anni è stato quello di mantenere un ruolo di primo piano nella cultura musicale contemporanea, attraverso l'organizzazione e realizzazione di festival nazionali e internazionali e la commissione di nuove opere a compositori di spicco come Dallapiccola, Petrassi e Berio.

Presidente della SIMC è il M° Andrea Mannucci, già Presidente del NED Ensemble e Co-direttore artistico del Festival delle Arti Contemporanee.

Questa edizione si propone di esplorare la possibilità dell'Arte come mezzo in grado di rappresentare, testimoniare e veicolare anche eventi di cronaca.
Il fil rouge di questa edizione avrà quindi come titolo “Riflessi di realtà”, incentrato sulla rappresentazione della vita senza filtri "bellezza", utilizzando l'Arte come strumento di cronaca, verità, denuncia, sensibilizzazione e cambiamento.
L'Arte per antonomasia riesce a rendere visibile l’invisibile e ha, nelle sue corde, la capacità di cogliere le verità nascoste della nostra società. Nell'edizione del 2026 si vuole tendere un agguato agli aspetti che non sempre abbiamo il coraggio di vedere: le ingiustizie, i margini della nostra società, la vertigine degli orrori con le sue incongruenze e incompatibilità rispetto alla convivenza civile.
Proprio in questi territori, l'Arte è un veicolo di sensibilizzazione e riflessione, perché la libertà con cui si muove riesce a riflettere ciò che non sempre luccica e brilla, e può evidenziare gli aspetti oscuri ed emarginanti.

Prosa, arte visiva e musica accompagneranno il pubblico in un viaggio scomodo ma autentico, in cui ogni evento manifesta un modo di rappresentare la realtà senza abbellire ciò che descrive, cercando di svelarne la voce.

Quattro sono gli appuntamenti in programma:

28 Marzo “A PERDITA D'OCCHIO"  | "Dove osa lo sguardo"

Ospite il veronese Andrea Ciresola, il cui lavoro si concentra sull'Arte visiva contemporanea (pittura, scultura e disegno) e sulla scrittura (narrativa, racconti e poesia). L'artista presenterà il suo ultimo romanzo che ha come nucleo narrativo lo sguardo, inteso come strumento capace di cogliere realtà non a tutti evidenti.
Un viaggio accompagnato da opere multimediali, iperrealistiche e disegni. Questo evento del festival, che include un omaggio a Dario Mellone (disegnatore del Corriere della Sera dal 1967 al 1992), presenta l'arte visiva come un potente e irrinunciabile strumento narrativo.

18 Aprile “CLOCHART” | "Vita di un artista clochard"

Monologo teatrale sui Miserabili degli anni Duemila di Marco Ongaro

Attore: Filippo Tonon

Nella Parigi degli anni Duemila si aggirano ancora i miserabili di Hugo.
ClochArt non è solo il racconto della marginalità, ma un’indagine poetica sulla condizione umana, condotta attraverso gli occhi di un uomo che ha fatto del fallimento la sua dimora. Ambientato tra i boulevard e i lungosenna di una Parigi che è allo stesso tempo spietata e chic, il testo ci conduce in un viaggio attraverso la sfortuna e la rassegnazione, rivendicando loro una dignità inaspettata.
Il protagonista esplora l’idea che fallire sia un diritto sacrosanto. In una società che impone obiettivi e successi preconfezionati, la scelta o l’accettazione di interrompere la corsa diventa un atto di resistenza. Attraverso una riflessione terminologica tra clochard – unisex, quasi artistico - e barbone, l'autore descrive un popolo frammentato di individui individualisti che si riconoscono da lontano ma raramente formano comunità. La narrazione descrive con precisione quasi chirurgica i gradini verso il basso: una macchia d’olio sui pantaloni, una cintura che si rompe e viene sostituita da uno spago, la chitarra venduta per un pasto. È la cronaca di come un uomo passi dall’essere artista all'essere derelitto. La musica attraversa tutto il testo. Da Bob Dylan a Édith Piaf, le canzoni non sono solo sottofondo ideale, ma profezie e termini di paragone tra chi ce l’ha fatta e chi, invece, è rimasto allo scoperto.
Il tono di Marco Ongaro oscilla tra il disincanto e la lucidità bruciante. La prosa è ritmata, quasi musicale, arricchita da suggestioni sonore e citazioni che trasformano la sofferenza quotidiana - il freddo, le grate del metrò, la zuppa popolare - in una forma di arte del distacco.
L’uscita di scena deve avere una sua disastrata dignità, che sia pure dignitosamente rassegnata a una logorante inerzia.
ClochArt è un’opera che costringe a guardare dove solitamente si volge lo sguardo altrove. Ci ricorda che la distanza tra una vita normale e il marciapiede è spesso solo una sequenza di fiammiferi accesi male e contratti mai firmati. È, in ultima analisi, il ritratto di un uomo che ha fallito con enorme successo e trova nel freddo finale di Parigi l’estremo abbraccio.

25 Aprile “SIMC” | "Tra corde e respiro"

Evento ad ingresso gratuito e con prenotazione

Repertorio per sax e chitarra.

Nel dialogo intimo tra chitarra e sassofono si apre uno spazio sospeso, fatto di vibrazione e fiato, di legno e metallo, di ombra e luce. "Tra corde e respiro" è un itinerario nella contemporaneità italiana che intreccia malinconia e movimento, frammento e canto, architettura e slancio lirico.
Le opere di Roberto Di Marino, Renato Miani, Rossano Pinelli, Aurelio Samorì, Pippo Molino, Marco Ciccone e Giovanni Grosskopf costruiscono un percorso dove il suono si fa materia scolpita e gesto poetico. La chitarra disegna trame sottili, intarsia silenzi, crea architetture mobili; il sassofono respira, canta, si insinua come voce umana tra le pieghe della sera.
Ne nasce un paesaggio sonoro in cui la bellezza non è ornamento, ma tensione viva tra struttura e libertà, tra forma e abbandono: un equilibrio fragile e luminoso, sospeso appunto tra corde e respiro.

23 Maggio "TRA CARNE E CIELO" | "Oratorio a P.P. Pasolini" 

Oratorio “Tra carne e cielo” di P.P. Pasolini e Andrea Mannucci per pianoforte, due soprani e una voce narrante

Oratorio laico dedicato ad uno degli artisti italiani più complessi di tutti i tempi, un progetto stratificato appassionante e rigoroso attraverso la parola e il suono nel mondo di un intellettuale molteplice, irrefrenabile, vitale, contraddittorio, problematico, libero, che ancora oggi ci fa riflettere. Due soprani, una voce narrante la cornice sonora di questo grande affresco musicale.

Già nel titolo, “Tra Carne e Cielo”, il compositore ha voluto evidenziare la scelta tematica dello sviluppo drammaturgico e musicale, come il corpo (la carne) per Pasolini sia il linguaggio (basterebbe qui citare il noto articolo "Contro i capelli lunghi" come l’immagine del suo corpo straziato pietosamente coperto all’idroscalo di Ostia) ma anche testimone di quella mutazione antropologica che tra i primi il poeta denunciò. Il cielo non è solo il senso religioso del suo cristianesimo ateo ma probabilmente anche evocazione di quei valori arcaici, positivamente umani che Pasolini vedeva drammaticamente erosi dalla società dei consumi.

L’Oratorio si divide in sei stanze con l’obiettivo di mettere in luce e disvelare le sue interiori contraddizioni attraverso l’accostamento di testi tratti da svariate raccolte poetiche, narrative, teatrali e cinematografiche. I testi utilizzati sono “Padre Nostro che sei nei cieli” tratto da Affabulazione e un estratto tratto dal film “Il Vangelo secondo San Matteo”.

 

 

 

 

 

A PERDITA D'OCCHIO

Dove osa lo sguardo

28 Marzo 2026
ore 17:00 - Sala Impero, Hotel Due Torri Verona

Andrea Ciresola e il suo ultimo libro. 

Un viaggio tra lettura, opere mutimediali, iperrelistiche e disegni, con un omaggio a Dario Mellone. L'arte come strumento narrativo potente.

 

 

 

CLOCHART

Vita di un artista clochart

18 Aprile 2026
ore 17:00 - Sala Impero, Hotel Due Torri Verona

Monologo teatrale sui Miserabili degli anni Duemila.

Monologo di Marco Ongaro

ClochArt non è solo il racconto della marginalità, ma un’indagine poetica sulla condizione umana, condotta attraverso gli occhi di un uomo che ha fatto del fallimento la sua dimora.

Filippo Tonon, attore

 

 

 

 

SIMC

Tra corde e respiro

25 Aprile 2026
ore 17:00 - Sala Impero, Hotel Due Torri Verona

Repertorio per sax e chitarra.

Nel dialogo intimo tra chitarra e sassofono si apre uno spazio sospeso, fatto di vibrazione e fiato, di legno e metallo, di ombra e luce. Un itinerario nella contemporaneità italiana che intreccia malinconia e movimento, frammento e canto, architettura e slancio lirico.

Composizioni di: Roberto Di Marino, Renato Miani, Rossano Pinelli, Aurelio Samorì, Pippo Molino, Marco Ciccone e Giovanni Grosskopf

INGRESSO GRATUITO

 

 

 

TRA CARNE E CIELO

P.P. Pasolini e Andrea Mannucci

23 Maggio 2026
ore 17:00 - Sala Impero, Hotel Due Torri Verona

Oratorio per due soprani, voce narrante e pianoforte su testi di P.P. Pasolini

musica di A. Mannucci

Oratorio laico dedicato ad uno degli artisti italiani più complessi di tutti i tempi, un progetto stratificato appassionante e rigoroso attraverso la parola e il suono nel mondo di un intellettuale molteplice, irrefrenabile, vitale, contraddittorio, problematico, libero, che ancora oggi ci fa riflettere.

Carlotta Bellotto e Nadina Calistru, soprani

Filippo Tonon, voce recitante

M° Carlo Benatti, pianoforte